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Nocciolini di Chivasso: bontà ottocentesca

I Nocciolini di Chivasso, cittadina canavesana a 20km da Torino, nacquero nel 1810 grazie al maestro pasticcere Giovanni Podio. Originariamente chiamati “noisettes” (nocciole in francese) o “noasèt” in piemontese, vennero presentati a Parigi all’Esposizione Universale del 1900 da Ernesto Nazzaro, genero di Giovanni Podio: ovviamente ebbero un successo enorme! Tanto che nel 1904 Nazzaro ottenne dal Ministero del Commercio del Regno d’Italia il brevetto col relativo marchio di fabbrica. Vittorio Emanuele III di Savoia, ghiotto di Nocciolini, lo nominò poi “fornitore della Real Casa”, seguito a ruota dai duchi di Genova.

Come spesso accade è la semplicità il segreto del successo. I Nocciolini di Chivasso, infatti, sono realizzati utilizzando solo 3 ingredienti: zucchero, albume d’uovo e nocciole della pregiata varietà “Tonda gentile delle Langhe” sgusciate e tostate. Come si suol dire, pochi ma buoni!

Gli ingredienti vengono impastati da speciali macchine; l’impasto viene poi portato a densità colante e immesso in un’apposita macchina colatrice che provvede a stillare, in appositi fogli di carta paglia speciale, tante piccole goccioline, che devono essere lasciate asciugare per circa quindici o venti minuti e poi passate in forno per la debita cottura. Così come nell’800, ancora oggi i Nocciolini vengono rigorosamente confezionati a mano nei caratteristici sacchetti di carta rosa.

Come esaltare il loro gusto?

Accompagnandoli allo Zabajone, crema dolce e spumosa a base di uova (tuorlo), zucchero e vino liquoroso. Non a caso nel 1982 è nata a Chivasso la Confratèrnita dël Sambajon e djj Nocciolini!
…e non dimenticate di abbinare un buon passito!



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